PRESENTAZIONE

 

PROGETTI

 

CONTATTI

 

PARTE SECONDA: MOTORI SPECIALI BREVETTATI

 

3) MOTORE ENDOTERMICO CON PISTONI CHE SCORRONO SULL’ALBERO MOTORE CON SISTEMA DESMODROMICO, E CON VALVOLA DI ASPIRAZIONE E SCARICO A DISCO ROTANTE.

 

Il movimento dei pistoni  comandati da sfere che scorrono nelle cave del desmo, abbinato  alla forza in rotazione, della valvola a disco rotante  durante la fase di scoppio, creerà  la rotazione dell’albero che  trasmetterà la forza motrice. I pistoni aspirano la miscela, la comprimono, si espandono dopo lo scoppio, e scaricano i gas combusti. A comandare  lo svolgimento della fasatura di immissione e di scarico  c’è una valvola del tipo a disco rotante, calettata sull’albero motore,  e  situata in mezzo  ai  due pistoni. 

La valvola rotante oltre a comandare le fasi di aspirazione e scarico, avrà quindi il compito, al momento dello scoppio, di aiutare l’albero nella rotazione.  In questo caso è l’albero che spinge i pistoni i quali, senza l’abbinamento della forza di rotazione impressa dalla valvola, probabilmente sarebbero soggetti a forze svantaggiose per attrito, tra le sfere e le cave dell’ albero.

 

 

 

 

DESCRIZIONE:

 

Il motore di mia invenzione funziona con  movimenti alternativi di due pistoni, abbinati al movimento rotatorio di una valvola centrale a disco, che insieme, agevolano la rotazione dell’albero motore. I due pistoni si avvicinano e si allontanano tra loro ciclicamente, scorrendo su cave desmodromiche create nell’albero,con l’ausilio di sfere guidate dalle cave stesse. Gli attriti a cui le sfere sarebbero soggette nel realizzare il moto rotatorio dell’albero, sarebbero in gran parte abbattuti dall’importante aiuto della valvola rotante centrale che, al momento della fase di scoppio, ruota nel cilindro e con essa l’albero sul quale è calettata. In questa condizione è l’albero che ruota, mentre  le sfere conseguono il movimento alternativo dei pistoni.  Questo importante abbinamento dei movimenti, è la base del funzionamento di questo progettorotoalternativo”.

Al fine di ottenere cilindrate maggiori, si possono impiegare  più pistoni in serie sul medesimo albero, che avrà quindi una ripetizione delle “cave desmodromiche”. Ovviamente al centro di ogni coppia di pistoni ci sarà calettata la valvola a disco rotante. Un sistema così ripetuto, con cave opportunamente sfasate tra di esse, permetterebbe il vantaggio di ottenere coppie motrici più regolari, inoltre  i motori così realizzati avranno un baricentro molto basso. I componenti di questo propulsore sarebbero quindi di diametri contenuti, a tutto vantaggio anche di minori forze d’inerzia in gioco. Analizziamo ora il funzionamento, prendendo in esame un motore con soli due pistoni e una valvola rotante;(questo esempio si riferisce ad un motore da kart di 200 centimetri cubici a ciclo otto a 4 tempi a benzina). E’ comunque importante sottolineare che questo nuovo motore può essere progettato anche a cicli diversi, per esempio a ciclo diesel, e può essere impiegato su macchine diverse: su automobili, su moto,barche ecc….  I disegni-01/A e 01/B mostrano i principali particolari di cui è composto. L’albero motore 1) che trasmette la coppia motrice, ruota intorno al proprio asse supportato da due cuscinetti 2). Essi  sono di tipo a sfere, ma possono anche essere bronzine tradizionali di materiale antifrizione. L’albero motore funziona da albero desmo; cioè ci sono due cave fresate che grazie a una o più sfere di collegamento 3) con i pistoni alternativi 4), creano la rotazione dell’albero. I pistoni 4) hanno un movimento solo assiale; si avvicinano l’uno con l’altro, poi si allontanano e così via, secondo la legge più o meno complessa stabilita dal disegno del desmo. Ad impedire la rotazione dei pistoni ci sono due estremità guidate da due cave nel cilindro. Il disegno-02 mostra le sedi nel cilindro.

 

Come si nota il pistone è composto da più elementi uniti. Questa  scomposizione serve per l’inserimento delle sfere 3) durante il montaggio del pistone sul desmo.  Prevedo diversi studi di scomposizioni, per inserire un maggior numero di sfere al fine di diminuire il carico gravoso che sopportano, durante il movimento nell’albero.  Una importante novità di questo motore è la possibilità di progettare leggi desmodromiche complesse asimmetriche, che stabiliscono nel modo più  redditizio, i tempi del motore, grazie ai quali viene creata l’energia meccanica di spinta e di rotazione.

I tempi di questa unità normalmente sarebbero quattro: aspirazione: (i due pistoni si allontanano tra loro, la valvola rotante 6) grazie all’asola di cui è provvista, permette l’entrata della carica fresca che viene aspirata), compressione: (i pistoni si avvicinano l’uno con l’altro verso la valvola che, grazie alle tenute visibili nel disegno-04, isola la miscela compressa sia dal collettore d’aspirazione che dallo scarico),  scoppio con espansione (l’asola della valvola rotante si gira in posizione rivolta verso la candela che crea lo scoppio. Questa fase fa  riespandere i pistoni allontanandoli). Scarico, (i pistoni grazie al desmo si riavvicinano e la valvola mette in comunicazione i gas combusti con l’esterno). L’asola della valvola sarà di forma studiata adeguatamente, visto che ha anche il compito di essere una camera di combustione.

Il disegno di leggi desmodromiche complesse permetterebbe per esempio, l’incredibile vantaggio di creare una combustione a volume costante. (in questo caso i tempi di funzionamento sarebbero maggiori di quattro).

In un motore tradizionale con biella e manovella, i pistoni si muovono con cinematismo “fisso”. La miscela si incendia e completa la sua accensione, impiegando un determinato tempo, (anche se parliamo di millisecondi). Ora lo stantuffo  non può “aspettare” il completamento dell’accensione (a volume costante), e ciò causa una diminuzione del rendimento termico. Si pensi che per raggiungere un buon compromesso, si anticipa l’accensione, cioè il “povero” pistone che sta ancora salendo, già sopporta  l’inizio dell’accensione. Ciò crea delle forze contrarie che generano in certi casi vibrazioni dannose, (il così detto battito in testa) = perdita di potenza. Nel mio motore invece, può avvenire anche una combustione a volume costante. Voglio sottolineare  inoltre, la possibilità che ha il mio propulsore,di ottenere elevati  rendimenti volumetrici grazie ad uno “spinto” sincronismo tra la legge desmodromica e l’asola della valvola rotante. Il desmo così progettato permetterebbe ai pistoni di aspirare la carica, con una durata totale in gradi superiore e più proficua di un motore tradizionale

Inoltre vorrei aggiungere che potrei anche raddoppiare le cave del desmo (ovviamente i pistoni sarebbero un po’ più lunghi). Questa aggiunta servirebbe per implementare il numero delle sfere di trasmissione, al fine di dimezzare le usure meccaniche e raddoppiare l’affidabilità.

Man mano svilupperò questa unità, potrei anche decidere di sostituire le sfere con dei perni cilindrici più profondi, per avere un contatto maggiore sui fianchi.

 

Le tenute dei pistoni da me inventati, sono le classiche fasce circolari tipiche dei motori a scoppio esistenti. Cioè ci sarà una o più fasce elastiche di tenuta, più una fascia raschiaolio. Ovviamente i pistoni avranno le fasce sia tra cilindro e pistone, sia tra pistone e albero. La valvola rotante invece, essendo “aperta” da una parte, oltre alle due fasce cilindriche “normali” per lato, avrà  sul dorso, due fasce di chiusura trasversali che delimitano l’apertura. (vedi disegno-04). Altrimenti non sarebbe rispettato il rapporto geometrico di compressione!   Tuttavia il disegno-04 è solo schematico, le fasce trasversali saranno sistemate adeguatamente con mollette di precarico del tipo a serpentina, che assicureranno l’affidabilità della tenuta.

 

Per quanto riguarda l’alimentazione, sarà assicurata dai sistemi ad iniezione comandati da centralina elettronica tradizionali. L’impianto elettrico assicurerà sicuramente i canoni di inquinamento secondo le norme di legge.

Per la lubrificazione del mio motore prevedo, grazie ad un semplice raccordo sistemato sui coperchi laterali, l’entrata di olio comandato eventualmente da una pompa esterna.

Potrei anche far entrare il lubrificante da un coperchio e farlo uscire dall’opposto, facendolo scorrere all’interno dell’albero motore, il quale sarà cavo  con le estremità finali tappate. Inutile dire che i coperchi hanno dei paraoli di tenuta.

In questo caso potrei prevedere uno o più forellini radiali, tra albero e disco, al fine di trasportare un getto d’olio, per la lubrificazione anche delle fasce di tenuta della valvola rotativa. Ovviamente i forellini si troverebbero al centro delle due fasce, così ne assicurerebbero la lubrificazione, senza fuoriuscita d’olio. Il disegno-04

chiarisce l’idea.

 

Il raffreddamento del motore sarà del tipo a liquido refrigerante forzato da una pompa. Logicamente lo smaltimento del calore, sarà aiutato anche dal passaggio dell’olio. 

Tuttavia nel disegno-01 si nota il raffreddamento ad aria, grazie alle alette della fusione del cilindro 5), ma è solo per una scelta  giustificata  da semplicità costruttiva.

DISEGNO 01/A

 

 

 

DISEGNO 01/B

ù

 

 

 

DISEGNO 02

 

 

 

 

DISEGNO 03: (tenute dei pistoni)

 

 

 

DISEGNO 04: (tenute valvola a disco rotante)

 

 

 

 

 

 

A smorzare la forza d’inerzia alternativa dei pistoni, potrebbe essere utile l’impiego di una molla la quale restituirà l’energia frenata durante l’inversione alternativa.

L’esempio seguente mostra l’impiego  di molle di contrasto.

 

 

 

 

 

Ringrazio per l’attenzione e nel caso foste interessati sarei lieto di discuterne.

Omar Radice